domenica 21 maggio 2017

Lucania: una discarica chimica e radioattiva

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Alla voce economia di rapina. L’ENI ha confermato al governo tricolore, che quattrocento tonnellate di petrolio sono state sversate nei terreni dentro e fuori il centro rapina idrocarburi di Viggiano in Basilicata, a partire dal mese di agosto del 2016. La contaminazione, che in loco non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima, ha interessato i corsi d’acqua, le falde acquifere e le sorgenti che riforniscono l’invaso del Pertusillo, fondamentale risorsa idrica per le regioni Basilicata e Puglia.

La logica predatoria è sempre la stessa da quando le multinazionali petrolifere hanno colonizzato questa terra del Sud, rendendola una discarica chimica e radioattiva: continuare a generare profitti ad ogni costo e senza interruzione come interesse prioritario rispetto agli obblighi di tutela ambientale e sanitaria. La pesante colonizzazione da parte dell’industria petrolifera era stata presentata come una miracolosa possibilità di sviluppo economico. Ma la Basilicata, il Texas d’Europa, è oggi al terzo posto tra le regioni italiane per povertà relativa, condizione che interessa un quarto delle famiglie lucane.  
Secondo i dati della Scuola Sant’Anna di Pisa la Basilicata è ai primi posti in Italia per mortalità infantile (neonatale e nel primo anno di vita), un indicatore particolarmente significativo del livello di salute della popolazione. Dati dell’Istituto Superiore di Sanità hanno documentato, nei bambini residenti in val d’Agri, un eccesso di ospedalizzazioni. Siamo ancora in attesa di quantificare con precisione e completezza i danni sanitari che l’economia predatoria del petrolio ha generato in quell’area e con ogni probabilità i risultati di alcuni studi in corso confermeranno ciò che alcune “spie” negative sino ad ora accese hanno già lasciato intravedere.

Le trivellazioni selvagge offshore, il passaggio di gasdotti che portano idrocarburi dall’estero  prosegue indisturbato, senza ostacoli e in crescendo.
L’economia dei combustibili fossili, che si parli di ricerca, di estrazione, di trasporto o di utilizzo finale genera ormai benefici solo per chi ne ha tratto e continua a trarne profitti. I pesanti costi, progressivamente crescenti, restano a carico della popolazione.

Continuare a promuovere questo modello e prenderne le difese in nome di una presunta supremazia e inevitabilità energetica non ha ormai più fondamento logico. Significa essere corresponsabili di un disastro economico, ecologico e sanitario in alcuni casi ormai già irreversibile.

RIFERIMENTI:


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=BASILICATA 

fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

Macron, il gattopardo mannaro spremerà sangue francese

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi: Emmanuel Macron è il nuovo gattopardo che si aggira per l’Europa, scrive Giacomo Russo Spena su “Micromega”. E’ l’ultimo paladino del riformismo europeo, l’uomo della provvidenza. Giovane, rampante, volto pulito e sbarazzino. Ha il merito di aver arginato l’avanzata del “populismo xenofobo”, affermando “l’europeismo” contro il neosovranismo, mandando al settimo cielo personaggi come Angela Merkel, Jean-Claude Juncker e lo statista Angelino Alfano, che twitta: «Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà». Piace, Macron, perché è il nuovo che avanza sulle ceneri di un sistema ormai al collasso, tra i socialisti francesi ridotti al livello del Pasok greco e la crisi del gollismo, incapace di arrivare al ballottaggio. Macron si definisce “né di destra né di sinistra”, ma incarna veramente il “nuovo che avanza”? A leggere biografia, programma e dichiarazioni, siamo di fronte ad un caso gattopardesco, insiste Russo Spena: dietro quell’idea di rottura con l’establishment, infatti, si nascondono esattamente gli stessi blocchi di potere e di interessi economici finora perfettamente dominanti.
Dopo la prima tornata elettorale, Marta Fana e Lorenzo Zamponi spiegavano su “Internazionale” come il successo di Macron si basasse sulla debolezza del socialista Hamon e del gollista Fillon, e soprattutto sull’ampia visibilità garantitagli dai mediaDracula Nowche l’hanno presentato come un argine affidabile contro l’ascesa dei “populisti” di destra e di sinistra: a spaventare i moderati, lo strappo anto-Ue promesso da Le Pen e Mélenchon, che ha messo in allarme soprattutto gli interessi immobiliari di fronte allo spettro di un crollo dei prezzi. Ma Macron non sembra affatto rappresentare un’inversione di rotta nell’Europa dell’austerity, continua Russo Spena: «Ha annunciato, tra le varie misure, di voler tagliare 120mila funzionari pubblici, oltre a proporre una nuova riforma del lavoro». Attenzione: la legge Loi Travail, il Jobs Act francese, già motivo di dure proteste giovanili, «è una sua filiazione politica». E ora il nuovo inquilino dell’Eliseo «è pronto addirittura ad irrigidire alcune norme in materia». Così, la sua svolta graverà «in primo luogo sui lavoratori e sui soggetti sociali più deboli», già in fibrillazione nelle piazze.
Secondo un articolo del “Sole24ore”, Macron deciderà di intervenire subito liberalizzando ulteriormente il mercato del lavoro:  già a luglio chiederà al Parlamento di votare la legge che consentirà al governo di agire rapidamente con decreti di immediata attuazione su almeno due punti chiave, a rischio di scontrarsi con sindacati e mobilitazioni sociali: il trasferimento di maggiori competenze a livello di categoria e impresa, nonché i tetti alle indennità di licenziamento. Come scrive l’economista Emiliano Brancaccio, «Macron incarna l’estremo tentativo del capitalismo francese di aumentare la competitività, accrescere i profitti e ridurre i debiti per riequilibrare i rapporti di forza con la Germania e stabilizzare il patto tra i due paesi sul quale si basa l’Unione Europea. Al di là degli slogan di facciata, cercherà di sfruttare il crollo dei socialisti e lo spostamento a destra dell’asse Emiliano Brancacciodella maggioranza parlamentare per promuovere le riforme che gli imprenditori francesi invocano e che, a loro avviso, Hollande ha portato avanti con troppa timidezza».
Per dirla con Paolo Barnard: «Il razzismo di Le Pen e ogni altra sua orripilante facciata erano noccioline in confronto al regalo che ci avrebbe fatto la sua vittoria, cioè: fine dell’Ue, dell’Eurozona e dell’economicidio di milioni di famiglie». Veder vincere Marine Le Pen sarebbe stato come «pagare il prezzo del bombardamento di Montecassino per la fine della Germania nazista». Ora abbiamo Macron, che «fa rima col peggio di Wolfgang Schaeuble», ma anche col nome Rothschild, in cui il rampante Emmanuel «fu centrale nella bella fetta di torta (10 miliardi di dollari) che la Nestlé si è pappata dal colosso mondiale dei più potenti e corrotti informatori farmaceutici del mondo, cioè la Pfizer». Peter Brabeck-Letmathe, che era il capo della Nestlé quando rifiutò a Barnard un’intervista per “Report”, «fu un patrigno di Macron mentre ammazzavano qualche milioncino di bambini col loro latte finto, venduto in Africa e in Sud America dicendo alle madri che il latte delle loro tette era infetto». E poi il nome Macron «fa rima con ’sti colossi francesi della sanità privata, roba che laBarnardrivoltante UniSalute è una scorreggia in confronto, cioè International Sos, che lavora in 1.000 laboratori-rapina in 90 paesi del mondo estorcendo ad ammalati disperati i risparmi per un’ecografia salvavita».
E non è tutto: «Macron prende soldi da Meetic», la piattaforma online per “cuori solitari”, che incassa «una media di 150 milioni di dollari all’anno». E ancora: «Come potevano mancare nell’armadio di Macron nomi come Walter Lippmann, Edward Bernays, Samuel Huntington e Sundar Pichai? Ed ecco che uno dei fratellini di Macron è la Atari Corp., uno dei colossi mondiali della distrazione di massa sul divano, inclusi Casinò Social, e gioco d’azzardo, quelli della “terza ondata di apatizzazione dei popoli”, scritta e studiata a tavolino». Non ha dubbo, Barnard: «Macron è fratellino anche di questi, ’sto tizio descritto dai vostri giornali come “un liberale in economia ma di sinistra sulle questioni sociali”». E questo, spacciato come “il nuovo”, sarebbe il Macron-pensiero: nient’altro che l’ultima puntata del filone lib-lab capeggiato da Tony Blair, quella cosiddetta “terza via” entrata irreversibilmente in crisi. Riciclaggio politico: «L’establishment ha risolto così il modo per sopravvivere al crollo dei partiti tradizionali», dice Russo Spena su “Micromega”. Un circolo vizioso: «Le politiche dei Macron producono, come reazione, le politiche delle Le Pen, per arginare le quali poi i Macron ci chiedono il “voto utile”». Serve un’alternativa vera, perché «il cambiamento non passa per i gattopardi: i Macron non sono la soluzione, ma parte del problema».

fonte: http://www.libreidee.org/

sabato 13 maggio 2017

Vlad signore di Valacchia detto l'impalatore


In un documento del 1475, scritto in latino, così scriveva il suo nome: Wladislaus Dragwlya Vaivoda Partium Transpalpinarum. Wladislaus è il nome dell'uomo che combatté per impedire l'avanzata degli Ottomani nel cuore dell'Europa. Dragwlya è un diminutivo di Dracul, epiteto portato dal padre in seguito all'ingresso nell'Ordine del Drago, ordine cavalleresco fondato da Sigismondo d'Ungheria nel 1408. Vaivoda, o Voivoda, è traducibile come principe. Partium Transpalpinarum è traducibile con “delle parti transalpine”. 
Vlad III di Valacchia si firmava come Vlad figlio del Drago Principe delle parti transalpine.
Il futuro terrore dei turchi nacque a Sighisoara, città della Transilvania, nel 1431. La giovinezza la trascorse a Targoviste in compagnia del fratello minore, Radu il Bello, apprendendo la geografia, la matematica e l'arte della guerra.
Il padre nel 1436 salì al trono della Valacchia, regno che perse e riprese in diverse occasioni.
Nel 1444, in seguito a pesanti accordi di pace, il padre inviò alla corte ottomana i propri figli, Vlad III e Radu. I ragazzi furono educati alla logica, all'arte della guerra ed indirizzati alla fede musulmana. La posizione dei figli di Vlad risultò subito delicata: il figlio maggiore, Mircea, aveva espresso la chiara intenzione d'indire una crociata contro i turchi, mentre il padre, dando per spacciati i figli, tornò a lottare per la riconquista della terra che riteneva gli appartenesse di diritto. Correva l'anno 1447 e il regnante d'Ungheria si unì ai rivoltosi per destituire la famiglia di Vlad dal potere in terra di Valacchia. Le battaglie furono aspre e portarono alla morte di Vlad, padre, e del figlio maggiore Mircea. Gli ottomani, impauriti dal veder cadere quello stato nelle mani dell'Ungheria, liberarono Vlad, figlio, con l'intento di fermare l'avanzata del popolo ungherese. Il fratello Radu, convertitosi all'Islam, entrò a corte del Sultano. Grazie all'appoggio dell'esercito ottomano, Vlad passò il Danubio e conquistò il regno di Valacchia.
Meglio una vittoria sperata o una pace certa?
Il reggente d'Ungheria non si pose la domanda e decise d'attaccare il nuovo sovrano delle terre di Valacchia. Nuovamente aiutato dai rivoltosi ostili a Vlad, l'Ungheria si riappropriò del trono costringendo il figlio del Drago alla fuga in Moldavia. Il ragazzo riparò presso la corte del nipote della matrigna.
Se la Valacchia piangeva, la Moldavia non rideva.
Diversi rivali si contendevano il trono.


La fortuna di Vlad consistette nel fatto che tutti i regnanti che si alternarono al potere in Moldavia lo tennero in vita, poiché rappresentava il futuro sovrano di quella terra martoriata da guerre intestine.
Lo rieducarono al Cristianesimo.
Il ragazzo era distante, quasi distaccato dalla religione.
Era interessato al potere, a riprendersi quello che riteneva gli appartenesse di diritto.
Seguendo l'idea che i nemici di oggi sono gli amici di domani, il reggente d'Ungheria, colpito dalla vasta conoscenza del mondo musulmano del ragazzo, decise di riconciliarsi con lui.
L'esperienza nella terra figlia del nobile popolo degli Ungari fu importante per Vlad poiché conobbe il futuro sovrano Mattia Corvino.
Il cielo d'Europa si oscurava.
Fosche nubi salivano da meridione.
Costantinopoli cadde.
L'Europa tremava di fronte all'avanzata ottomana.
La guerra era alle porte.
Vlad, approfittando della confusione generata dall'avanzata del Sultano, lasciò l'Ungheria per tornare in Valacchia e riprendersi il trono.
Strinse rapporti con i vicini, auspicando una futura battaglia contro gli infedeli.
Una parte del popolo, sottomesso dopo il ritorno di Vlad, brontolava.
Alcune fazioni cospiravano contro il nuovo regnante.
Vlad fu costretto ad intervenire con il pugno di ferro.
Utilizzò le tecniche apprese durante il suo forzato esilio presso il Sultano.
Rapidamente spezzò i rivali.
Una battaglia, tra le tante, passò alla storia: il massacro della Pasqua di Sangue.
L'assedio alla città di Brasov, 1459, modificò per sempre l'idea che qualsiasi essere umano poteva avere del regnante di Valacchia: il ragazzo figlio del drago divenne Vlad Tepes, l'impalatore.


Vlad apprese dai turchi il metodo dell'impalamento, modificandolo in base alle proprie esigenze.
Non vi è un solo metodo per impalare un uomo.
Il primo consisteva nell'uso di un'asta appuntita che trafiggeva il condannato all'altezza dell'addome per poi issarlo in alto. La morte poteva essere immediata o sopraggiungere dopo diverse ore di agonia.
Un secondo metodo consisteva nell'uso di un'asta arrotondata all'estremità che cosparsa di grasso veniva inserita nel retto del malcapitato. In seguito l'asta, inserita nel corpo della vittima, era issata consentendo la penetrazione accurata grazie al peso del condannato. La morte poteva sopraggiungere dopo due giorni di terribile agonia.
Un terzo metodo consisteva nel cospargere il palo di miele per attirare gli insetti, che avrebbero incrementato le pene di colui che veniva impalato.
Vlad Tepes odiava i ricchi mercanti sassoni che transitavano per le sue terre.
Per loro ideò delle aste ricoperte d'argento. Il palo era di lunghezza superiore alla norma per consentire all'impalato di godere dello spettacolo dall'alto.
Durante gli assedi e le battaglie non risparmiò nessuno da questa terribile morte: bambini, donne in gravidanza, ladri, turchi, assassini, vecchi e traditori.
Documentare la crudeltà dell'uomo non è impresa facile.
Nel 1459 fece invitare a pranzo alcuni mercanti che, secondo Vlad, gli avevano mancato di rispetto. Alla fine del banchetto, molto tranquillamente, sventrò uno dei due obbligando l'altro a mangiare il contenuto dello stomaco. Fu in seguito bollito e dato in pasto ai cani.
Nello stesso anno Papa Pio II, durante il Concilio di Mantova, organizzò una nuova crociata contro gli ottomani. Il ruolo principale fu ricoperto da Mattia Corvino. Con i soldi del Papa riuscì ad assoldare un esercito composto da 12,000 uomini e acquistare 10 navi da guerra. In quello stesso periodo Maometto II, Sultano, mandò degli emissari da Vlad per riscuotere l'annuale tributo dovuto in seguito agli accordi di pace firmati dal padre dell'impalatore.
Vlad non voleva pagare.
S'inventò che gli emissari furono irriguardosi nei suoi confronti poiché non tolsero il turbante quando si presentarono al suo cospetto.
Gli ambasciatori, nella veste di coloro che riscuotono un tributo, furono catturati dagli uomini di Vlad che, senza esitare, fece inchiodare alle loro teste i turbanti.
Il Sultano, probabilmente non felice della morte dei suoi uomini, inviò 1000 uomini per trattare con il regnante di Valacchia. Gli uomini di Vlad Tepes si mossero in anticipo, accerchiando e sconfiggendo gli ottomani.
Tutto l'esercito, inviato da Maometto II, fu impalato per la gioia del figlio del Drago.


Tra guerre sante e battaglie private la fama dell'impalatore oltrepassava i confini della Valacchia.
Papa Pio II fu colpito, tanto da scrivere che “Vlad è un uomo di corporatura robusta e d'aspetto piacente, che lo rende adatto al comando. A tal punto possono divergere l'aspetto fisico e quello morale di un uomo”.
Vlad non era un uomo in missione per conto di Dio.
La sua guerra non era santa, era guerra.
Nel 1462 decise d'oltrepassare il Danubio per attaccare i turchi in terra di Bulgaria.
Con morigerata gioia scriveva a Mattia Corvino che “ho ucciso contadini, donne, vecchi e giovani che vivevano dove il Danubio sfocia nel mare. Abbiamo ucciso 23884 turchi senza contare quelli che sono stati bruciati vivi nelle loro case o quelli le cui teste sono state tagliate dagli ufficiali. Così Vostra Altezza deve essere noto che ho rotto la pace con lui”.
La frase finale dello scritto è da mettere in relazione la fatto che Vlad Tepes ruppe i rapporti con il sultano.
La risposta degli ottomani non si fece attendere.
Il Sultano, scosso dalla violenza di Vlad Tepes, sollevò un esercito di oltre 80,000 soldati e 30,000 irregolari.
Vlad non poté impedire l'accesso dell'esercito turco in Valacchia ma, grazie ad azioni notturne, riuscì a ritardare gli eventi.
Viste le impreviste difficoltà, lo stesso Maometto II partì per guidare l'esercito in battaglia.
Tutto fu vano.
Vlad Tepes riuscì, con la metà degli uomini, a sconfiggere l'esercito turco.
La vittoria fu celebrata dal Papa con grandi elogi.
Secondo alcuni stati italiani, tutti i cristiani dovevano celebrare la vittoria di Vlad III di Valacchia.
Maometto II non poteva attendere oltre. Decise d'incaricare il fratello di Vlad, Radu II, di organizzare l'esercito per la battaglia decisiva. Grazie alla superiorità delle forze in campo gli ottomani riuscirono a sconfiggere, definitivamente, l'esercito della Valacchia.
Vlad Tepes riparò in terra d'Ungheria, sperando d'essere accolto a corte da Mattia Corvino.
Il reggente d'Ungheria, che non voleva entrare in conflitto con i turchi, decise d'incarcerare Vlad.
Al prigioniero fu riservato un trattamento di favore poiché il Papa era riconoscente verso quell'uomo, tremendo e vendicatore, che in prima persona aveva difeso la cristianità dall'invasione della mezzaluna.
La prigionia durò dal 1462 al 1474. Dopo oltre 10 anni di prigionia Vlad fu liberato da Mattia Corvino con il fine, non più segreto, di riprendere la Valacchia dalle mani del regnante, Radu II fratello di Vlad, poiché impostava la politica in funzione delle decisioni che giungevano dal Sultano.
Sul finire del 1476 Vlad Tepes trovò la morte in battaglia.
Le circostanze esatte della fine dell'uomo divenuto l'impalatore sono avvolte da un fitto mistero.
Le nubi della Valacchia hanno portato con se il suo figlio prediletto.
Per sempre.
La fama e l'orrore riuscirono a trasformare le montagne in pianure, i fiumi in torrenti e i mari in laghi.
Di bocca in bocca il suo nome travalicò le nazioni.
Pochi anni dopo la morte un libro stampato a Norimberga recitava: “questa è la storia crudele e terribile di un uomo selvaggio e assetato di sangue, Dracula il Voivoda. Di come impalò e arrostì i turchi, i ladri e i traditori e li fece a pezzi come cavoli. Arrostì anche bambini e costrinse le madri a mangiarli. Fece altre cose che sono scritte in questo libello”.
Bram Stoker s'ispirò a Vlad Tepes per la stesura del famoso romanzo Dracula?
Esiste una seconda via.
Dovremmo attraversare gli oceani del tempo per ritrovarla.


Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

Bibliografia

Matei Cazacu, Dracula. La vera storia di Vlad III l'Impalatore, traduzione di Marianna Basile, Oscar Mondadori, Milano, 2006

M.J. Trow, La storia segreta di Dracula. I misteri di Vlad l'impalatore, Roma, Newton & Compton, 2009 

M.J. Trow, Vlad the Impaler, Stroud (Gloucestershire), Sutton Publishing, 2003

Kurt W. Treptow, Dracula: Essays on the Life and Times of Vlad Țepeș, Iași, 2000 

Radu R. Florescu e Raymond T. McNally, Dracula, Prince of Many Faces: His Life and His Times, Boston, Little, Brown & Company, 1989

rifiuti: ecotassa pugliese incostituzionale

Puglia: indifferenziata - foto Gilan



di Gianni Lannes


In Puglia il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani è in media al palo. Le prove? I dati ufficiali sul disservizio. Eppure il Decreto del Presidente della Repubblica numero 915 risale al 1982. A pagare sono gli ignari contribuenti, mentre a beneficiare le ecomafie e taluni politicanti al soldo del miglior offerente, nonché i padroni degli inceneritori, come ad esempio i monopolisti Marcegaglia. Basta fare un giro per la Puglia per rendersi conto che la raccolta differenziata porta a porta funziona in pochissimi centri abitati, e che l’indifferenziata per strada regna sovrana. Eppure i rifiuti sono una risorsa economica: la tassa dovrebbe sparire se i politicanti fossero all'altezza dei tempi. Comunque, le ecomafie ringraziano i mammasantissima della politica tricolore per tanta grazia.

Comunque, è in contrasto con il quadro normativo nazionale. La sentenza depositata giovedì scorso dalla Corte Costituzionale apre nuovi scenari. Tutto scaturisce dal ricorso presentato da 70 Comuni del Salento, tra cui Lecce, che si sono opposti alla decisione della Regione di fissare l’ecotassa nella misura di 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuti conferito in discarica. Un balzello destinato ai Comuni incapaci di raggiungere elevate percentuali di selezione dei materiai riciclabili. Nel ricorso sono stati censurati gli atti regionali per violazione dei criteri applicativi della legge statale risalente al 1995 che ha istituito l’ecotassa e che prevede una riduzione del 20 per cento del tributo per l’ipotesi in cui venga conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge per il recupero dei rifiuti solidi urbani. In sostanza la Regione Puglia ha disconosciuto la premialità prevista dalla legge statale, fissando il pagamento dell’ecotassa nella misura massima. Il Tar di Lecce con un’ordinanza del 2015 aveva rimesso alla Consulta la valutazione della compatibilità della legge regionale 38/2011 con la disciplina statale. la Corte costituzionale ha riconosciuto che la premialità si applica anche ai rifiuti raccolti in maniera indifferenziata ed ha ravvisato il contrasto tra la disciplina statale e la normativa regionale. Della sentenza beneficeranno tutti i comuni pugliesi. la predetta sentenza varrà per le annualità future, a partire dal 2018.

il terzo Chakra: Manipura





Terzo Chakra: In lingua sanscrita viene chiamato Manipura, che significa città dei gioielli. Esso è localizzato a livello del plesso solare, ed è associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, parte alta dell’intestino ed a tutte le funzioni metaboliche e vegetative. Dal punto di vista psico-energetico, la sua funzione più importante è relativa all’affermazione personale ed all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale ed all’ambiente in generale (indica la realizzazione della persona, quanto la persona vede realizzabile il suo desiderio di vita, quanto una persona vuole e desidera combattere per se stesso, quanto una persona si ama). Le patologie principali espresse dal terzo Chakra riguardano tutte le malattie metaboliche, quali il diabete, le iperlipidemie, le insufficienze epatiche, la cirrosi, le ulcere gastriche e duodenali, i tassi glicemici, ecc., nonché tutte le patologie riguardanti i processi di nutrizione, digestione ed assimilazione. Dal punto di vista psico-energetico è a livello di questo Chakra che si generano le forze emotive dirette verso l’ambiente esterno: i sentimenti d’amicizia, rancore, simpatia, antipatia, ecc. Esso è il fondamento della personalità sociale. Il funzionamento disarmonico di questo Chakra genera il desiderio sfrenato di potere, di manipolazione, per poter stravolgere la realtà sempre e a proprio favore; tendenzialmente si potrà notare un atteggiamento iperattivo, il quale viene messo in atto per nascondere il senso d’inadeguatezza e vuoto che è causato dall’impotenza a gestire le situazioni di potere assoluto che si pretenderebbe d’esercitare. La serenità interiore sarà fortemente compromessa e, ovviamente, sarà principale la soddisfazione del benessere materiale, sia pure a discapito di qualunque sentimento piacevole, giungendo addirittura a ritenerli indesiderabili e fastidiosi. Il soggetto che soffre di uno scompenso del terzo Chakra è portato a perdere il controllo delle proprie emozioni, ed a sviluppare un atteggiamento fortemente aggressivo, necessario per non permettere agli altri di mettere a nudo la propria pochezza interiore, fatto questo che smaschererebbe i giochi di potere di cui questo soggetto vive, creando una situazione di paralisi energetica che si esprimerebbe come impotenza disperata e disperante; un esempio di questo soggetto sconfitto, può essere data dall’immagine di quelle persone in genere di mezza età, ma sempre più spesso anche giovani, che trascorrono il proprio tempo in attività annichilenti e distruttive, quali il bere, fare uso di droghe più o meno riconosciute come tali, e che in genere hanno in famiglia un atteggiamento fortemente aggressivo e prevaricatore. A questi infatti fa seguito una situazione fortemente depressiva. In questo caso il soggetto avrà come obiettivo principale l’essere accettato e benvoluto dagli altri, e per raggiungere questo scopo negherà a se stesso per conformarsi al modo di pensare delle persone cui desidera piacere, soffocando e negando completamente i propri desideri ed emozioni; ciò nonostante, anzi, proprio a causa di questo atteggiamento frustante, aumenteranno le prepotenze e le angherie verso i membri della propria famiglia. Gli alimenti che possono essere utili per riequilibrare il terzo C. sono gli amidi, le farine integrali e gli zuccheri semplici. Le pietre collegate con il terzo Chakra sono: Pirite, Citrino, Topazio, Pietra Del Sole, Malachite, Quarzo Occhio Di Tigre, Malachite-Azzurrite, Malachite-Crisocolla, Diaspro Giallo, Blenda, Quarzo Rutilato, Aragonite, Calcite Arancio, Ambra ed Andalusite.



POSIZIONE: Il terzo chakra è situato fra l’osso dello sterno e l’ombelico. 
PETALI: Nel terzo chakra ci sono dieci petali che, quando girano, possono apparire come un vortice. In numerologia, il numero 10 è ridotto al numero 1. Il numero uno simboleggia il principio, come “Al principio c’era la parola,” ed ogni parola comincia con un pensiero. Anche se è inconscio, il pensiero precede la comunicazione. Il terzo chakra rappresenta, inoltre, la nostra comunicazione con il mondo astrale quadridimensionale, che troppo spesso è inconscio.

NOTA & MANTRALa nota per questo chakra è il RE ed il mantra è “ram” o “om”.

COLOREIl colore di questo chakra è il giallo tendente all’oro. Quando si vede nell’aura con la visione astrale, il colore giallo rappresenta il pensiero intellettuale. Il colore oro rappresenta l’identificazione con le qualità della propria Anima. Una predominanza di giallo nella propria aura rappresenta l’attaccamento al pensiero razionale dell’ego. Dall’altro lato, la predominanza di colore oro nella propria aura rappresenta un ego che ha ceduto il controllo del vascello terrestre fisico all’Anima

Ad un livello fisico, il colore giallo vuol dire prudenza. Il giallo si trova fra il rosso dello “stop” ed il verde per “andare”. È necessaria una grande prudenza per integrare i nostri sé fisico ed astrale. La strada verso la spiritualità è lastricata con prudente pazienza.

CONTROLLA: Il terzo chakra controlla la parte MENTALE della nostra coscienza e governa il pensiero, sia fisico che intellettuale, il potere, il controllo e/o la libertà che viene ottenuta dalla mente. Questo chakra è il “chakra del potere”. Governa il nostro senso del sé, il potere che abbiamo dentro e sopra i nostri destini, il potere che abbiamo sugli altri e il potere che gli altri hanno su di noi.

Se una persona è troppo yin, energia femminile, allora lui o lei possono sentirsi impotenti. Dall’altro lato, se una persona è troppo yang, energia maschile, allora lui o lei possono avere una tendenza ad essere aggressivi o avidi. Il terzo chakra, che si relaziona al fegato, alla cistifellea, allo stomaco, alla milza, ed al pancreas, regola quanto ci sentiamo centrati durante la giornata in relazione alle nostre capacità mentali ed alla nostra capacità di essere auto-motivati.

Le proiezioni del nostro ego e le nostre energie vitali sono influenzate da questo chakra, perché controlla quanto bene possiamo mantenere il nostro senso del SÉ quando ci si trova in una lotta di potere con un’altra persona. La battaglia fra gli ego è difficile da vincere se siamo bambini e l’avversario è un nostro genitore. Quindi, questo chakra contiene i segreti delle molte lotte di potere che abbiamo combattuto e perso con i nostri genitori ed altre figure autoritarie, da bambini.

Il terzo chakra è conosciuto come la porta verso il Piano Astrale della quarta dimensione. Controlla quindi le nostre emozioni astrali. Tuttavia, queste emozioni sono molto diverse dalle emozioni fisiche che si provano attraverso il secondo chakra. Il nostro secondo chakra controlla le emozioni di tipo istintivo e per la sopravvivenza, laddove le emozioni del terzo chakra sono intrecciate con il nostro processo di pensiero.

Queste “emozioni più cognitive” vengono sentite come reazioni agli altri, e come reazioni ai nostri desideri e mete. È questa combinazione di pensiero ed emozioni che apre la porta verso la quarta dimensione. Una volta aperto questo portale può cominciare a fondere le percezioni tridimensionali con i sensi più elevati della nostra coscienza fisica ed intuitiva.

L’integrazione dei nostri corpi astrale e fisico può creare anche un altro problema di controllo per il terzo chakra. Oltre ai problemi di controllo dei diversi ego che tentano di rivendicare il loro potere personale sopra un altro, ci sono problemi interni di controllo di pensiero contro emozioni, intuizione contro intelletto, e yin contro yang.

SENSO: Il terzo chakra controlla il nostro senso della vista. Controlla la vista fisica della nostra coscienza tridimensionale, così come la “seconda” vista, o visione astrale, della nostra coscienza quadridimensionale.

SEGNO ASTROLOGICO: Il Leone è un segno astrologico che viene spesso associato a questo chakra. Il Leone, che è governato dal Sole, simboleggia il nostro calore e la nostra forza così come il nostro sforzo per il riconoscimento, il potere e lo status sociale. Astrologicamente, il nostro Sole rappresenta il sistema dell’ego che incorporiamo in questa vita.

Il terzo chakra rappresenta la lotta di quel sistema dell’ego, prima con gli altri e poi con la nostra Anima. Quando troviamo il nostro potere dentro di noi, non abbiamo più bisogno di lottare contro gli altri. Poi il nostro ego deve imparare a riconoscere la tranquilla e piccola voce dell’Anima e imparare a cedere il controllo del nostro vascello terrestre a questo Capitano superiore.

ELEMENTO: Il fuoco è l’elemento associato con questo chakra. Il fuoco rappresenta la parte elettrica/neurale del nostro corpo fisico tridimensionale. L’elettricità è associata alla capacità di controllare coscientemente il comportamento per mezzo dei pensieri perché è la scarica elettrica che permette alla corteccia di scegliere il comportamento.

Quando abbiamo ottenuto il “potere della volontà” per scegliere i nostri comportamenti, azioni, parole ed atteggiamenti, siamo coscientemente in controllo della nostra vita. Dall’altro lato, se il nostro comportamento, le nostre azioni, parole ed atteggiamenti non sono scelti in modo cosciente stiamo allora reagendo anziché rispondendo. Poi, sentiamo di non essere “in controllo” della nostra vita, perché non siamo stati capaci di scegliere una risposta che ci rafforza.

Il terzo chakra, quello del plesso solare, controlla il regno animale di cui si dice che l’umanità si trovi al vertice della gerarchia. Questa determinazione viene fatta per mezzo delle dimensioni della nostra corteccia e della nostra supposta abilità di controllare il nostro stesso destino. Tuttavia, questo controllo non è fondato unicamente sulle dimensioni della nostra corteccia. Le balene ed i delfini hanno cortecce più grandi delle nostre e i delfini in realtà hanno un numero di meccanismi per il linguaggio superiore a quello degli umani. Tuttavia, le balene ed i delfini sono stati in balia della violenza del genere umano per molti anni.

Gli umani hanno fatto male, ucciso e reso schiavi anche altri umani. Il terzo chakra è il chakra che si occupa della lotta di potere e dominio sia inter- che intra-specie. La capacità di comunicare i nostri pensieri e le nostre sensazioni attraverso il linguaggio è sempre stato un fattore importante in quella lotta.

COSCIENZA: L’area del cervello associata con questo chakra è la neo-corteccia, che è l’inizio del funzionamento mentale superiore. Il terzo chakra rappresenta la nostra coscienza tridimensionale, così come il nostro corpo astrale quadridimensionale influenza il nostro mondo fisico. Se non ammettiamo alcuna influenza cosciente dal nostro sé astrale, limitiamo la nostra realtà.

LINEA DI TEMPO PERSONALE: Questo chakra rappresenta il periodo di tempo che va dai 6 anni all’adolescenza. Questo è l’arco di tempo in cui il bambino comincia la scuola e si allontana dall’influenza costante della famiglia. Dall’età dei 6 fino ai 12 anni, i bambini interagiscono con insegnanti, amici e le famiglie dei loro amici, ma la loro influenza principale è ancora casa loro.

I bambini di quest’età, diventano sempre più consapevoli di essere diversi dai loro genitori. Soprattutto quando si avvicinano alla prima adolescenza, questa consapevolezza li spinge a trovare la propria identità nella famiglia. Dai 12 anni attraverso l’adolescenza, la focalizzazione cambia dalla famiglia agli amici. Se questi giovani adolescenti riescono a sviluppare un senso del sé mentre vivono nel sistema della famiglia, saranno facilitati quando ripeteranno quel processo fuori di casa.

LINEA DI TEMPO SOCIALE: Antropologicamente, il terzo chakra rappresenta le civiltà di circa 5000 anni fa, quando esistevano i grandi imperi dell’Egitto, Siria, Grecia e Roma. Queste società divennero dominanti attraverso il “Potere Sopra” i loro avversari. Il sorgere e il culmine di queste civiltà hanno segnato l’espansione delle abilità cognitive del genere umano. In queste civiltà, almeno alcuni membri della società avevano il “tempo” di perseguire qualcosa oltre alla sopravvivenza. Molteplici Dei e Dee, così come animali, erano venerati dalla maggior parte di quelle società.

GHIANDOLA ENDOCRINA: La ghiandola endocrina del terzo chakra è il pancreas. Il pancreas interpreta un’importante parte nella digestione del cibo. Il pancreas secerne l’insulina, che regola il livello dello zucchero nel sangue nel sistema e metabolismo necessari per digerire i carboidrati. Gli enzimi che vengono secreti dal pancreas sono importanti per l’equilibrio del grasso e delle proteine.

Questa ghiandola endocrina viene sconvolta quando nel sistema si assume troppo zucchero. Questo accade perché spesso la persona vuole più dolcezza nella propria vita e non sa come averla. Le bevande alcoliche si convertono istantaneamente in zucchero e l’alcolismo può provocare il diabete. Questa persona sente di non avere il potere dentro di sé per affrontare la vita e deve assumere una sostanza per consolarsi.

PLESSO NERVOSO: Il plesso solare, che è situato proprio sotto la cassa toracica, è il plesso associato a questo chakra. Aree del corpo associate a questo chakra sono la parte inferiore della schiena, l’addome, il sistema digerente, lo stomaco, il fegato, la milza, la cistifellea e del sistema nervoso autonomo.

CHIARO: Quando il terzo chakra è pulito abbiamo un forte senso di potere personale ed auto-motivazione. Le nostre lotte di potere con gli altri sono minime perché accettiamo la responsabilità per la creazione della nostra stessa realtà. Quindi, non ci sentiamo vittimizzati o controllati dagli altri. Se c’è un problema nella nostra vita, ci rendiamo conto che “se arriva a me, lo devo gestire io”. Abbiamo sottili capacità decisionali, una potente forza di volontà e una buona immagine di noi stessi.

Poiché ci facciamo carico della nostra vita, abbiamo una buona salute ed energia vitale. Quando riusciamo ad equilibrare lo yin e lo yang, i pensieri e le emozioni, l’intuizione e l’intelletto, la forza di volontà e l’arrendevolezza all’Anima, possiamo essere coscienti dei molti messaggi che ci arrivano dal Piano Astrale. Riusciamo a schermarci dall’“attrazione psichica” degli altri, poiché riusciamo a discriminare le nostre emozioni dalle emozioni degli altri. Possiamo farlo perché abbiamo ascoltato il nostro Mondo Astrale mentre comunica con noi attraverso i nostri sogni ed immaginazione.

OPACO: Quando il terzo chakra non è pulito, ci sentiamo impotenti. Poiché sentiamo di non avere alcuna capacità di riunire ciò di cui abbiamo bisogno, possiamo ridurci all’avidità, al dubbio, alla rabbia e poi, certamente, alla colpa. Il nostro corpo risponde alla costante tensione sviluppando ulcere, itterizia, epatite, diabete, ipoglicemia e calcoli biliari. Il nostro senso d’impotenza nel mondo provoca un’eccessiva preoccupazione, dolore ipocondriaco e procrastinazione. Siamo eccessivamente sensibili, piangiamo facilmente, sentiamo stanchezza e siamo spesso ansiosi e/o depressi.

La nostra incapacità di integrare la chiamata interiore della nostra vita Astrale con il mondo esterno crea una sovra sensibilità al mondo psichico degli altri. La paura dell’altra gente, che è l’emozione più “forte” che può essere sentita nel nostro terzo chakra, va a braccetto con la nostra stessa paura. Diventa poi sempre più difficile stare con gli altri o nei gruppi. La nostra mente gareggia contro di noi con pensieri ossessivi e preoccupazioni. Le nostre emozioni negative amplificano poi il pensiero negativo e ci mantengono in un costante stato d’agitazione.

Il potere che abbiamo perduto nel nostro passato, deve essere riottenuto così da poter vivere nel presente. Dobbiamo ritornare indietro per trovare la credenza centrale negativa di cui incolpiamo noi stessi. Queste convinzioni ci ricordano costantemente che siamo inadeguati per affrontare le difficoltà della vita e che non abbiamo il potere personale per essere felici ed avere successo.

CHAKRA DELLA TERRA: Il terzo chakra della terra è il Monte Kilimangiaro in Africa. Il Kilimangiaro è una delle montagne singole (non facenti parte di una catena montuosa) più grande del mondo. Anche l’altra montagna singola più grande si trova in Africa, il cuore delle nostre prime grandi civiltà. Il Kilimangiaro ci ricorda il potere che possiamo ottenere in modo indipendente trovando il nostro “potere interiore”.

DIMENSIONIQuesto chakra rappresenta i nostri corpi tri e quadridimensionali. Il terzo chakra è l’entrata verso la quarta dimensione. Purtroppo, questa “porta” al principio viene sperimentata nel corpo come sensazioni disagevoli nell’area del terzo chakra. Per evitare di essere una vittima del mondo psichico degli altri, dobbiamo riunire il nostro stesso potere quadridimensionale. Quando arriveremo ad essere in pace con il nostro mondo interiore, così come con i pensieri che hanno origine in quel mondo, troveremo il nostro vero potere per “stare in piedi da soli” nel mondo esteriore.

RIASSUNTO: Il nostro terzo chakra gestisce la digestione, la sintesi, la distribuzione e l’emanazione del nostro potere personale. Il nostro stomaco, pancreas, cistifellea e fegato si occupano della digestione e della sintesi, mentre la milza ed il sistema nervoso autonomo distribuisce ed emana il nostro potere.

Il nostro potere personale durante l’infanzia si è intensificato o è stato limitato. Tridimensionalmente, il nostro primo ambiente ci ha rafforzati se i nostri genitori erano gentili, positivi e davano sostegno o ci hanno dato le opportunità per prendere le nostre decisioni di sperimentare il successo o il fallimento. Il nostro primo ambiente ci ha levato il potere se i nostri genitori ci hanno limitato con le critiche, la crudeltà, l’insensibilità e le punizioni ingiuste.

Quadridimensionalmente, il nostro potere è stato dato o rubato dai pensieri o dalle sensazioni di chi si trovava intorno a noi durante i nostri primi anni. Anche se abbiamo rinnegato i nostri poteri quadridimensionali con l’età adulta, questi erano una parte normale della nostra infanzia. Spesso, da bambini potevamo vedere le fate, parlare con il cane e sperimentare i nostri peluche e bambole come se fossero vivi. Gli adulti allora possono aver detto: “Che carino. Che fervida immaginazione hai.” OPPURE “Sta zitto, le fate non esistono e i cani abbiano solamente.”

Perciò, che cosa credevamo noi? A cosa abbiamo dato potere, le “fantasie” delle fate, il cane che ci amava o i genitori che ci davano una casa ed il cibo? La regola della natura è la sopravvivenza. Potevamo sopravvivere senza fate e senza cani parlanti, ma non potevamo sopravvivere senza una casa ed il cibo. Quindi, ascoltavamo “loro”, coloro che ci allevavano. La loro realtà è diventata la nostra realtà.

Se siamo stati fortunati abbastanza da avere genitori che si sentivano forti e ci hanno dato amore, protezione ed incoraggiamento, avevamo una realtà felice e sicura in cui poteva fiorire al nostro pieno potenziale. Dall’altro lato, se i nostri genitori erano impauriti, arrabbiati, vittime impotenti degli altri o del “sistema”, allora eravamo in pericolo di ricreare quel mondo, poiché era il nostro unico modello. Abbiamo creato anche quella realtà, perché l’entrata verso la nostra Anima, il nostro mondo astrale quadridimensionale, era stato soffocato e scartato come “soltanto nostra immaginazione.”

Da bambini, l’“entrata” psichica quadridimensionale era ancora aperta, e potevamo ricevere chiaramente TUTTO il dolore, la paura, la rabbia e la tristezza della nostra famiglia e degli altri con cui eravamo intimi. Il problema principale era che quando raccoglievamo “fisicamente” l’ambiente astrale intorno a noi, che erano i pensieri e le sensazioni degli altri, non li percepivamo come pensieri e sensazioni di altri. Li percepivamo come se fossero nostri. NOI ci sentivamo come la vittima, NOI eravamo tristi, arrabbiati o impauriti e NOI credevamo di non poter creare una vita migliore.

Abbiamo creato quindi credenze centrali riguardo a noi stessi che ci hanno protetti dal nostro sgradevole mondo emozionale. Quelle credenze centrali di solito riguardavano le nostre stesse limitazioni, quali: “Non sono bravo abbastanza”, “Non lo merito”, o “Non sono degno”. Poi riuscivamo a mantenere la necessaria credenza che fosse la nostra inadeguatezza e non quella dei nostri genitori la fonte dei nostri problemi. La realtà è che le credenze centrali che abbiamo creato erano probabilmente le stesse che avevano creato i nostri genitori e che hanno passato fisicamente a noi.

Ciò nonostante, quelle credenze centrali hanno creato un’illusione di protezione da un mondo severo ed estraneo. Sì, per il nostro sé interiore che ricordava che noi siamo Esseri di Luce Dorati, la terza dimensione era molto rigida e restrittiva. Quindi, la maggior parte di noi ha dimenticato il proprio Corpo di Luce, perché non riuscivamo a ritornare a quel corpo e ricordarlo ci provocava dolore.

Nello scenario sopra descritto, il bambino ha imparato che il potere è uguale a “Potere Sopra” un altro. Se i suoi stessi genitori erano vittime, doveva allora essere così. Inoltre, poiché il bambino aveva ancora la “seconda vista” del Piano Astrale, poteva vedere e percepire la paura e la vittimizzazione che era il fondamento della rabbia e della tristezza dei suoi genitori.

In che modo un bambino può imparare il “potere interiore??” In che modo un bambino può imparare credenze centrali positive come: “Io sono forte, intelligente ed amabile?” I genitore possono “agire come” se fossero amorevoli, “agire come” se non avessero paura, ed “agire come” se fossero felici. Tuttavia il bambino “sente” la verità, perché è ancora consapevole del suo Sé Astrale. Purtroppo, quando il bambino ha imparato a chiudere quella porta, il danno è fatto.

Che cosa può fare un genitore?

Un genitore può ritornare alla sua infanzia, trovare la causa delle sue credenze centrali negative e risanarle. Poi il genitore non deve “agire” felicemente e con amore. Poi, il genitore può “essere” felice ed amorevole. Non possiamo dare ciò che non abbiamo. Se non abbiamo denaro per il nostro sé, allora come possiamo donarlo? Se non abbiamo amore per il nostro sé, allora come possiamo donarlo? La nostra società ha visto il potere nel denaro e farà qualsiasi cosa per ottenerlo. Ma quanti di noi hanno veramente sperimentato il potere dell’amore, amore dal nostro SÉ al nostro sé?

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/